Statue in bronzo

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Ultimo aggiornamento 23 Marzo 2008

 
 

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Le statue in bronzo vengono realizzate con la tecnica della fusione a cera persa. Vengono realizzate statue per commitenti pubblici e privati. La tecnica della fusione nelle statue in bronzo: è da sempre il procedimento più usato dallo scultore per ottenere statue in bronzo dalle forme complesse. Questa tecnica possiede svariate modalità d’applicazione: fusione a sabbia, fusione a cera persa, ecc., ma tutte sono basate su uno stesso principio generale. Il metallo viene portato in un crogiolo a temperatura di fusione; una volta raggiunta la liquefazione, esso viene versato in uno stampo negativo della statua in bronzo, nel quale raffreddandosi, si solidifica. In  seguito, il metallo viene estratto dallo stampo per essere rifinito e cesellato a freddo conferendogli la forma della statua in bronzo desiderata. Per le statue in bronzo si  distinguono due metodi di fusione: diretto o indiretto. Per quest’ultimo si tratta  di realizzare delle riproduzioni in bronzo di opere esistenti in altri materiali (gesso, argilla  ecc.) che devono essere prima stampate e poi riprodotte. Nel metodo diretto la statua viene realizzata subito in cera, che sarà  persa durante la cottura dello stampo, prima della colata del metallo. Questo processo dà luogo a esemplari unici di statue in bronzo. La tecnica indiretta, permette al contrario, di ottenere più esemplari, a partire dallo stampo dell’opera originale. La fusione a cera persa: questa tecnica si applica a statue complicate, delle quali si desidera ottenere un unico esemplare o un numero limitato di copie. Il modello di cera viene circondato da uno stampo in materiale refrattario, poi eliminato in seguito alla fusione. Il metallo fuso è quindi colato nello stampo e prende il posto di quello della cera. La statua in bronzo viene estratta distruggendo lo stampo.
 
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La tecnica della fusione nelle sculture in bronzo: è da sempre il procedimento più usato dallo scultore per ottenere sculture in bronzo dalle forme complesse. Questa tecnica possiede svariate modalità d’applicazione: fusione a sabbia, fusione a cera persa, ecc., ma tutte sono basate su uno stesso principio generale. Il metallo viene portato in un crogiolo a temperatura di fusione; una volta raggiunta la liquefazione, esso viene versato in uno stampo negativo della scultura in bronzo, nel quale raffreddandosi, si solidifica. In  seguito, il metallo viene estratto dallo stampo per essere rifinito e cesellato a freddo conferendogli la forma della scultura in bronzo desiderata. Per le sculture in bronzo si  distinguono due metodi di fusione: diretto o indiretto. Per quest’ultimo si tratta  di realizzare delle riproduzioni in bronzo di opere esistenti in altri materiali (gesso, argilla  ecc.) che devono essere prima stampate e poi riprodotte. Nel metodo diretto la scultura viene realizzata subito in cera, che sarà  persa durante la cottura dello stampo, prima della colata del metallo. Questo processo dà luogo a esemplari unici di sculture in bronzo. La tecnica indiretta, permette al contrario, di ottenere più esemplari, a partire dallo stampo dell’opera originale. La fusione a cera persa: questa tecnica si applica a sculture complicate, delle quali si desidera ottenere un unico esemplare o un numero limitato di copie. Il modello di cera viene circondato da uno stampo in materiale refrattario, poi eliminato in seguito alla fusione. Il metallo fuso è quindi colato nello stampo e prende il posto di quello della cera. La scultura in bronzo viene estratta distruggendo lo stampo. La fusione a sabbia: l’impronta del modello della scultura in bronzo da realizzare viene presa con sabbie silicoargillose che vengono premute contro di esso in un telaio. Il modello viene tolto dallo stampo prima di iniziare la colata. La scultura in bronzo viene sformata con l’inevitabile distruzione dello stampo. Questa tecnica permette di tirare un gran numero di esemplari. Le tecniche menzionate sono in uso fin dall’antichità; attualmente si sono aggiunte ad esse nuovi processi di fusione per le sculture in bronzo. Tra queste sono da tenere in considerazione La fusione con modelli in polistirene: Il modello per la scultura in bronzo viene realizzato in polistirene  espanso. Viene stampato, sia a sabbia sia a stampo refrattario, poi il metallo viene colato direttamente senza togliere il modello. Questo perché il polistirene, al contatto con il metallo fuso, fonde istantaneamente e si volatilizza. Sia il modello sia lo stampo andranno perduti. Il processo di “Shaw” (ceramic-shell casting): messa a punto in Gran Bretagna nel 1938 dai fratelli Shaw. Consiste nell’utilizzare una miscela di silicato di etile, di acqua e di materiale di refrattario molto fine, per la fabbricazione dello stampo. La miscela viene colata a più riprese, fino ad uno spessore da 6 a 13 mm. Quindi viene eliminata la cera del modello, scaldando lo stampo che verrà esposto a fiamma viva per eliminare gli elementi non refrattari. Dopo la colatura del metallo si otterrà la scultura in bronzo. La fusione in stampi carapace: consiste nell’utilizzare, per la realizzazione dello stampo, una sabbia silicea a grana fine, agglomerata con una resina termoinduribile. Lo stampo, di piccolo spessore, può essere utilizzato per più sculture in bronzo. La fusione per centrifugazione ed iniezione: processo ideale per piccole sculture in bronzo che esigono molta precisione. Il metallo viene fuso tramite induzione (procedimento speciale che combina capi magnetici e rotazione del crogiolo) poi, quando la temperatura ottimale è raggiunta, viene iniettato nello stampo. Queste quattro tecniche di fusione sono soprattutto utilizzate industrialmente ma possono entro certi limiti, essere applicate per le sculture in bronzo in modo artigianale. La fusione di una statua in bronzo viene fatta in varie tappe: stampaggio del modello in gesso - tiratura di una copia della scultura in cera - installazione di un’anima refrattaria - installazione di condotti d’aria e di getti sulla scultura di cera - realizzazione di uno stampo in polvere o in sabbia - eliminazione della cera attraverso la fusione in forno; indurimento nello  stampaggio a sabbia - la fusione del bronzo nel crogiolo - la colata del metallo fuso nello stampo - il raffreddamento - la rifinitura della scultura in bronzo. Le sculture in bronzo di piccole dimensioni possono essere colate piene, mentre le sculture in bronzo più grandi saranno vuote per i seguenti motivi: al fine di ridurre lo spreco del metallo e quindi il costo della scultura in bronzo - per ridurre il peso della scultura in bronzo - per la solidità:in effetti una scultura in bronzo vuota è più solida di una equivalente ma piena - per evitare le alterazioni causate dal ritiro di una massa di metallo troppo grande. Tecnica della fusione a cera persa delle sculture in bronzo: Questo processo, che è il più antico, era già conosciuto dagli Egizi. Ne è stato fatto largo uso durante l’epoca classica greca con una notevole produzione di statue in bronzo, così come nel Rinascimento italiano. Benvenuto Cellini racconta nelle sue memorie, come ha colato la scultura in bronzo del Perseo nel suo studio. Questo caso è probabilmente eccezionale perché la maggior parte degli scultori per la fusione delle loro sculture in bronzo si rivolgevano a fonderie.