La tecnica della fusione nelle
sculture in bronzo: è da sempre il procedimento più usato dallo scultore per
ottenere sculture in bronzo dalle forme complesse. Questa tecnica possiede
svariate modalità d’applicazione: fusione a sabbia, fusione a cera persa, ecc.,
ma tutte sono basate su uno stesso principio generale. Il metallo viene portato
in un crogiolo a temperatura di fusione; una volta raggiunta la liquefazione,
esso viene versato in uno stampo negativo della scultura in bronzo, nel quale
raffreddandosi, si solidifica. In seguito, il metallo viene estratto dallo
stampo per essere rifinito e cesellato a freddo conferendogli la forma della
scultura in bronzo desiderata. Per le sculture in bronzo si distinguono due
metodi di fusione: diretto o indiretto. Per quest’ultimo si tratta di
realizzare delle riproduzioni in bronzo di opere esistenti in altri materiali
(gesso, argilla ecc.) che devono essere prima stampate e poi riprodotte. Nel
metodo diretto la scultura viene realizzata subito in cera, che sarà persa
durante la cottura dello stampo, prima della colata del metallo. Questo processo
dà luogo a esemplari unici di sculture in bronzo. La tecnica indiretta, permette
al contrario, di ottenere più esemplari, a partire dallo stampo dell’opera
originale. La fusione a cera persa: questa tecnica si applica a sculture
complicate, delle quali si desidera ottenere un unico esemplare o un numero
limitato di copie. Il modello di cera viene circondato da uno stampo in
materiale refrattario, poi eliminato in seguito alla fusione. Il metallo fuso è
quindi colato nello stampo e prende il posto di quello della cera. La scultura
in bronzo viene estratta distruggendo lo stampo. La fusione a sabbia:
l’impronta del modello della scultura in bronzo da realizzare viene presa con
sabbie silicoargillose che vengono premute contro di esso in un telaio. Il
modello viene tolto dallo stampo prima di iniziare la colata. La scultura in
bronzo viene sformata con l’inevitabile distruzione dello stampo. Questa tecnica
permette di tirare un gran numero di esemplari. Le tecniche menzionate sono in
uso fin dall’antichità; attualmente si sono aggiunte ad esse nuovi processi di
fusione per le sculture in bronzo. Tra queste sono da tenere in considerazione
La fusione con modelli in polistirene: Il modello per la scultura in
bronzo viene realizzato in polistirene espanso. Viene stampato, sia a sabbia
sia a stampo refrattario, poi il metallo viene colato direttamente senza
togliere il modello. Questo perché il polistirene, al contatto con il metallo
fuso, fonde istantaneamente e si volatilizza. Sia il modello sia lo stampo
andranno perduti. Il processo di “Shaw” (ceramic-shell casting): messa a
punto in Gran Bretagna nel 1938 dai fratelli Shaw. Consiste nell’utilizzare una
miscela di silicato di etile, di acqua e di materiale di refrattario molto fine,
per la fabbricazione dello stampo. La miscela viene colata a più riprese, fino
ad uno spessore da 6 a 13 mm. Quindi viene eliminata la cera del modello,
scaldando lo stampo che verrà esposto a fiamma viva per eliminare gli elementi
non refrattari. Dopo la colatura del metallo si otterrà la scultura in bronzo.
La fusione in stampi carapace: consiste nell’utilizzare, per la
realizzazione dello stampo, una sabbia silicea a grana fine, agglomerata con una
resina termoinduribile. Lo stampo, di piccolo spessore, può essere utilizzato
per più sculture in bronzo. La fusione per centrifugazione ed iniezione:
processo ideale per piccole sculture in bronzo che esigono molta precisione. Il
metallo viene fuso tramite induzione (procedimento speciale che combina capi
magnetici e rotazione del crogiolo) poi, quando la temperatura ottimale è
raggiunta, viene iniettato nello stampo. Queste quattro tecniche di fusione sono
soprattutto utilizzate industrialmente ma possono entro certi limiti, essere
applicate per le sculture in bronzo in modo artigianale.
La fusione di una statua in bronzo
viene fatta in varie tappe:
stampaggio del modello in gesso - tiratura di una copia della scultura in cera -
installazione di un’anima refrattaria - installazione di condotti d’aria e di
getti sulla scultura di cera - realizzazione di uno stampo in polvere o in
sabbia - eliminazione della cera attraverso la fusione in forno; indurimento
nello stampaggio a sabbia - la fusione del bronzo nel crogiolo - la colata del
metallo fuso nello stampo - il raffreddamento - la rifinitura della scultura in
bronzo. Le sculture in bronzo di piccole dimensioni possono essere colate piene,
mentre le sculture in bronzo più grandi saranno vuote per i seguenti motivi: al
fine di ridurre lo spreco del metallo e quindi il costo della scultura in bronzo
- per ridurre il peso della scultura in bronzo - per la solidità:in effetti una
scultura in bronzo vuota è più solida di una equivalente ma piena - per evitare
le alterazioni causate dal ritiro di una massa di metallo troppo grande.
Tecnica della fusione a cera persa delle sculture in bronzo: Questo
processo, che è il più antico, era già conosciuto dagli Egizi. Ne è stato fatto
largo uso durante l’epoca classica greca con una notevole produzione di statue
in bronzo, così come nel Rinascimento italiano. Benvenuto Cellini racconta nelle
sue memorie, come ha colato la scultura in bronzo del Perseo nel suo studio.
Questo caso è probabilmente eccezionale perché la maggior parte degli scultori
per la fusione delle loro sculture in bronzo si rivolgevano a fonderie.